Tutte le varietà di tè del mondo provengono dalla stessa specie, Camellia sinensis, originaria nell’area nel sud ed est della catena montuosa dell’Himalaya, corrispondente all’attuale Nepal, Bhutan, Myanmar, Laos, India nordorientale e Cina[1]. Eppure esiste una considerevole diversificazione geografica in abitudini, gusti e cerimonie legata al tè: dalla cerimonia tradizionale del tè giapponese all’anglosassone “cuppa”, dal Bubble Tea Taiwanese al tè marocchino infuso con la menta, dal tè russo bollito nei samovar al chai indiano infuso nel latte assieme a spezie, il mondo presenta una varietà di tradizioni legate al tè.

Tra parentesi, sebbene nel linguaggio comune si tenda a chiamare “tè” ogni bevanda derivante da infuso, bisogna fare una distinzione fra tè e tisane: il tè è un infuso di foglie di Camellia sinensis, puro o in combinazione con altro (come fiori, erbe o frutta secca), mentre per tutti gli altri tipi di infusi ci si riferisce a tisane.

Originariamente raccolte da gruppi indigeni per essere marinate e mangiate, la leggenda vuole che le foglie del tè furono infuse per la prima volta attorno al 2737 AC, quando alcune foglie caddero nell’acqua che l’antico imperatore cinese Shennong stava bollendo[1]. Dalla Cina il tè arrivò innanzitutto in Giappone e Corea, grazie ai viaggi di monaci buddisti nel periodo Song (960-1279)[1].

Dalla Cina, il tè si è spostato per il mondo via terra seguendo tre percorsi attraversati dalle carovane: attraverso l’antica via del tè e dei cavalli il tè arrivò in Tibet, Myanmar, Vietnam e Tailandia; attraverso la Grande Via del Tè le foglie raggiunsero l’Impero Russo; la Via della Seta portò il tè nei maggiori centri di commercio del Kashmir, Xinjiang e Afghanistan, ed in seguito raggiunse l’Iran[2]. Furono invece i commercianti britannici a importare il tè in Marocco e le popolazioni locali, abituate a bere infusioni di erbe, lo miscelarono alla menta, una tradizione che si diffuse poi nelle nazioni vicine[2]. La coltivazione del tè in India, Sri Lanka e Indonesia fu importata dalla Cina dai mercanti europei.

In Europa il primo carico di tè arrivò nel 1610, portato via nave dagli Olandesi. Olandesi e Portoghesi furono i primi importatori di tè in Europa, finché nel XIX secolo furono soppiantanti dalla East India Company britannica che monopolizzò il mercato per decenni, soprattutto grazie al possesso di piantagioni in Assam (India), istituite negli anni ’30 del 1800. A sua volta, la compagnia britannica dovette competere con le compagnie Nord Americane. Le bustine da tè, che oggi sono ormai diffuse in tutti i supermercati, furono create negli Stati Uniti nella prima metà del 1900[5].

Afternoon Tea a The Cobblers, nel paesino inglese di Rye, Sussex

Il tè è dunque una pianta dalle specifiche origini geografiche e storiche ma che una volta esportata in contesti diversi ha dato origine a tradizioni locali, regionali e nazionali senza tempo. Ad esempio, l’antropologa Kristin Surak descrive come in Giappone, il consumo di tè in polvere (matcha) nella cerimonia tradizionale chiamata Cha-do (la via del tè) diventò nel corso dei secoli progressivamente ritualizzata ed affiliata alle strutture del potere e sia ancora oggi fortemente connessa alla costruzione, alla rappresentazione e alla pratica di valori legati alla nazionalità Giapponese[4]. Oppure, basterebbe pensare a come, nell’immaginario collettivo europeo, il tè sia considerato un elemento tipico della cultura Inglese, tale che lo stesso Churchill sembra aver dichiarato che il tè abbia aiutato gli Inglesi a vincere la Seconda Guerra Mondiale[5].

La storia del tè dimostra che quando un prodotto estero si muove in un luogo nuovo, si inserisce all’interno di uno specifico contesto storico e culturale il quale ne costruisce i suoi usi e significati, spesso nuovi e diversi da quelli originali. In altre parole, il consumo di prodotti, e nello specifico di prodotti alimentari, è un processo creativo*. Partendo da ciò, sarebbe possibile analizzare come, nel mondo connesso e globalizzato di oggi i prodotti alimentari si spostino e come i loro usi, le tradizioni ad essi annessi, e i significati a loro attribuiti possano trasportarsi o trasformarsi attraverso diverse geografie.


*Nella letteratura sulle commodities (vale a dire sui prodotti alienati a causa della produzione di massa) numerosi studi basati sulle esperienze dei consumatori dimostrano come questi ultimi siano agenti creativi durante il momento dell’acquisto ed il consumo dei prodotti[6]. Con il consumo, le merci alienate, entrando in uno specifico contesto storico e sociale, vengono riappropriate e incorporate nel contesto socio-culturale di ciascun consumatore[7].


[1] Van Driem, G.L. (2019). The Tale of Tea: A Comprehensive History of Tea from Prehistoric Times to the Present Day. Leiden; Boston: Brill.

[2] Saberi, H. (2010) Tea: A Global History. London: Reaktion Books Ltd.

[3] Perullo, N. (2015). ‘Cioccolata, Caffè e Tè in Europa tra Storia e Cultura’ [Chocolate, Coffee and Tea in Europe between History and Culture]. In: Pugi, I. and Torriti, P., Le Bevande Coloniali: Argenti e Salotti del Settecento Italiano. Rome: Palombi Editori, pp. 7-12.

[4] Surak, K. (2013). Making Tea, Making Japan: Cultural Nationalism in Practice, Stanford: Stanford University Press.

[5] Masset, C. (2010). Tea and Tea Drinking. Oxford: Shire Publications.

[6] Jackson, P. and Thrift N. (1995). ‘Geographies of Consumption’. In: Miller, D., Acknowledging Consumption: A Review of New Studies, Oxon: Routledge, pp. 204-237.

[7] Miller, D. (1987) ‘Introduction’. In: MIller, D., Material Culture and Mass Consumption. Oxford: Basil Blackwell Inc., pp. 3-18


Risposte

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  1. Avatar Sabine

    Molto interessante, molto dettagliato e ben redatto.

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  2. Avatar Maria Grazia
    Maria Grazia

    Bravissima! Complimenti!

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  3. Avatar Maridora
    Maridora

    Un articolo molto interessante, complimenti

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  4. Avatar Mariangela Capone
    Mariangela Capone

    Bellissimo testo, interessante e piacevole😂

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  5. Avatar Lenti lucrezia
    Lenti lucrezia

    Davvero molto interessante

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  6. Avatar Lenti lucrezia
    Lenti lucrezia

    Davvero molto interessante e chiaro

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  7. Avatar Taranto
    Taranto

    Molto affascinata da questo articolo, tante informazioni interessanti che ti erudiscono. Complimenti!

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  8. Avatar roberta bocci
    roberta bocci

    Un viaggio nello spazio e nel tempo inseguendo una leggera fogliolina di tè….. molto bello!

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  9. Avatar Lucia
    Lucia

    Molto interessante e seguirò le tesi conclusive sulla ” creatività del consumatore” della bravissima Studiosa.

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  10. Avatar Andrea

    Davvero interessante. Un approfondimento che ti fa capire come una semplice bevanda possa influenzare usi, costumi, vita quotidiana. Complimenti

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  11. Avatar Ezechiele
    Ezechiele

    Great! Thanks for sharing!

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  12. Avatar Maria Galeone
    Maria Galeone

    Complimenti all ‘autrice, bellissimo articolo!

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12 risposte a “Un’introduzione piuttosto breve alla storia piuttosto lunga dei viaggi del tè”

  1. Molto interessante, molto dettagliato e ben redatto.

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  2. Bravissima! Complimenti!

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  3. Un articolo molto interessante, complimenti

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  4. Avatar Mariangela Capone
    Mariangela Capone

    Bellissimo testo, interessante e piacevole😂

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  5. Davvero molto interessante

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  6. Davvero molto interessante e chiaro

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  7. Molto affascinata da questo articolo, tante informazioni interessanti che ti erudiscono. Complimenti!

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  8. Un viaggio nello spazio e nel tempo inseguendo una leggera fogliolina di tè….. molto bello!

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  9. Molto interessante e seguirò le tesi conclusive sulla ” creatività del consumatore” della bravissima Studiosa.

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  10. Davvero interessante. Un approfondimento che ti fa capire come una semplice bevanda possa influenzare usi, costumi, vita quotidiana. Complimenti

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  11. Great! Thanks for sharing!

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  12. Complimenti all ‘autrice, bellissimo articolo!

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